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Il confine del mondo

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"Il confine del mondo" è un racconto incluso nella raccolta Il Guardiano degli Innocenti. La storia è un resoconto della prima avventura di Dandelion e Geralt insieme, ai confini del mondo conosciuto, nella Valle dei Fiori.

StoriaModifica

Geralt e il bardo Ranucolo sono in viaggio in cerca di lavoro da witcher. Hanno fatto una sosta a Posada Superiore, dove tentano di parlare con lo starosta e i cittadini per ecììcercare di racimolare qualcosa di concreto. Ma a parte numeroi spauracchi e leggende campagnole, i villici non danno loro alcuna informazione utile e quindi Geralt conclude che non c'è neppure un mostro che esista veramente nei paraggi. Perciò lasciano il villaggio e si rimettono in cammino.

La zona è una campagna vasta e rigogliosa, dove ogni cosa cresce in abbondanza e dove regna apparentemente la pace: la chiamano appunto la "Valle dei Fiori", per la varietà di piante e la fertilità del suolo che permette un ricco raccolto. Ad un certo punto, lungo il sentiero, Ranucolo si accorge che sono seguiti e dopo poco vengono raggiunti da un carro, trainato da cavalli pezzati. A guidarlo è Ortica, un abitante di Posada Inferiore, che ha sentito della loro richiesta di lavoro al villaggio e ne ha uno da proporgli. Geralt e Ranucolo salgono sul carro e il contadino li conduce al villaggio.

L'anziano del luogo, Dhun, parla a Geralt di un "diavolo" che infesta i loro campi e i cui dispetti sono diventati un vero problema. Ma in nessun caso la creatura dovrà essere uccisa. Nonostante che Ranucolo protesti dicendo che non esiste il diavolo, Geralt accetta di dare un'occhiata per vedere che cosa può fare.

Nei campi, tra le spighe di canapa e luppolo, Geralt e Ranucolo incontrano il famoso "diavolo": è una bestia caprina, simile a un satiro, con tanto di coda e zoccoli, un capriocorno. Ranucolo scambia due battute con la creatura che servono soltanto a provocarne la furia; il "diavolo" inizia a bersagliarli di palle di ferro, sicché il witcher e il suo compagno devono darsi alla fuga.

Tornati al villaggio, Geralt parla con Dhun e Ortica, i quali gli portano l'anziana saggia della comunità, accompagnata da una magra giovanetta di nome Lille. La vecchia è una sorta di strega e anche se appare ormai totalmente rimbambita dagli anni, mostra a Geralt un libro antichissimo, dove solo elencati e illustrati tutti i mostri conosciuti. Pare che consultando questo libro gli abitanti di Posada Inferiore abbiano tentato di mandare via il diavolo usando quei rimedi, cosa che non ha fatto altro che indispettirlo ancora di più. Geralt chiede alla vecchia come sappia tutte le informazioni conosciute ne libro, dato che non sa leggere e Dhun gli spiega che la tradizione viene tramandata oralmente da secoli: la vecchia infatti conosce a memoria le pagine del libro, che ora sta insegnando anche a Lille, sua discepola ed erede. Geralt viene colpito dall'aspetto di questa ragazzina bionda e magra, ma che non dice mai una sola parola. Si rende subito conto che in realtà a dire che cosa fare ai villici è lei e non la vecchia. Lille infatti è una profetessa e anche se non parla, i contadini sanno perfettamente interpretare il suo volere. Grazie all'aiuto della vecchia saggia, Geralt e Ranucolo apprendono di avere a che fare con un silvano.

Il giorno seguente, tornato nei campi, Geralt tenta di parlare con la creatura. Ne viene fuori solo una comica rissa che termina con Geralt svenuto, colpito alla testa da un cavallo sbucato fuori all'improvviso.

Geralt riapre gli occhi stordito, disteso in terra e legato. Ode alcune persone che parlano la Lingua Antica e riconosce che una delle voci appartiene al silvano, di nome Torque. L'altro con cui parla è l'elfo Galarr e poco distante ce ne sono altri sei, tra cui Vanadàin e Toruviel. Accanto al witcher, disteso e legato come lui c'è anche Ranucolo.

Toruviel notando che Geralt si è svegliato si avvicina per insultarlo e colpirlo. E' molto aggressiva e violenta, esprime il suo disprezzo nei confronti degli umani e di tutto ciò che sono, compresa la loro musica. Poi rompe il liuto di Ranucolo contro un albero. Il witcher, nonostante sia legato, riesce a colpirla facendola cadere. Poi le dà una testata, rompendole il naso. Gli elfi sfoderano gli archi.

E' la mano di Filavandrel a fermarli, giungendo su di un cavallo bianco con la lunga criniera. Dopo una lunga discussione, Geralt comprende che anche il re degli elfi è pieno di odio e disprezzo per la razza umana e che non c'è modo di farlo ragionare. La loro terra è ormai arida e le loro antiche abilità nel coltivarla sono perdute. A questo serviva loro Torque, per rubare i semi e le tecniche agricole degli umani, ma con scarsissimi risultati. Anche se affamati, gli elfi sono testardi e rigidi nelle loro posizioni di isolazmento ed esilio e non hanno alcuna intenzione di integrarsi con gli umani, rinunciando al loro orgoglio e alla gloria ormai perduta del passato. Dopodiché, Geralt e Ranucolo sono condannati a morte. Vengono sistemati con la schiena contro un albero, mentre gli elfi si allineano e incoccano le frecce. Torque cerca di dissuaderli mettendosi in mezzo per difendere Geralt e Ranucolo, ma senza risultato.

A questo punto giunge tra i campi una nuova creatura, radiosa di luce e splendore, fluttuando leggera sopra l'erba. Geralt riconosce in lei Lille, la ragazza di Posada Inferiore, ma è Dana Méadbh, la Vergine dei Campi, adorna di ghirlande di fiori, spighe e accompagnata da un cerbiatto e un riccio. Subito gli elfi si inginocchiano ai suoi piedi e le porgono il loro rispettoso e devoto saluto. La dea fissa lungamente Filavandrel negli occhi, in un silenzioso e telepatico dialogo. Ha dissuaso gli elfi dall'uccidere i due umani e ora, gli esuli li lasciano facendo ritorno nei loro nascondigli sulle Montagne Blu. Filavandrel saluta Geralt e Toruviel, con grandissima sorpresa del bardo, gli dona un nuovo e bellissimo liuto. Poi Torque taglia le corde di Geralt e Ranucolo, liberandoli.

Il racconto termina con il witcher, il bardo e il silvano intorno ad un fuoco, di notte. Geralt sta leggendo dall'antico libro della strega del villaggio il brano che descrive la dea Dana Mèadbh, detta anche Vivia o Vergine dei Campi. Ranucolo ha intenzione di scrivere una ballata sui fatti appena accaduti e si domanda che titolo darle. Infine Torque si rigira nelle coperte dicendo: "Buonanotte".

Significativi dettagli della trama finiscono qui.

PersonaggiModifica

CuriositàModifica

  • Il racconto termina con le parole di Ranucolo e Torque: "...Lasciatemi pensare... 'Là dove...' Maledizione. 'Là dove...'" "Buonanotte" disse il diavolo. In Polonia si dice: "dove il diavolo dice buonanotte" riferendosi ad un luogo che è molto, molto lontano (è un gioco di parole: "Il confine del mondo", il titolo che Geralt suggerisce a Ranucolo per la sua ballata, che si trova appunto molto lontano).

AdattamentiModifica

Serie TVModifica

Il racconto è stato adattato nel 7° episodio della serie The Hexer intitolato "Dolina Kwiatów" (La Valle dei Fiori).

Nel videogioco The WitcherModifica

Nel videogioco si fanno vari riferimenti a questo racconto.

  • Sia Dandelion sia Toruviel parlano della storia del liuto del bardo e di come si incontrarono nella Valle dei Fiori
  • Nel libro Physiologus la citazione iniziale è tratta da questo racconto
  • A d'yaebl aép arse, una maledizione pronunciata il Lingua Antica da alcuni personaggi nel videogioco, riconduce a questa storia.

Inoltre su Fandom

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