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L'assedio di Vergen è una missione del Capitolo II di The Witcher 2: Assassins of Kings, disponibile nel sentiero Iorveth.

Guida Modifica

Dopo che hai completato la missione "La battaglia eterna", parla con Philippa Eilhart che dice che Saskia adesso si è ristabilita completamente ed è pronta per lo scontro con l'esercito nemico.

Non appena esci dalla Casa di Philippa Eilhart, noti che alcune cose sono cambiate: sono state sistemate delle barricate, ci sono soldati che si preparano ad ogni angolo delle strade. Recati al Cancello Mahakam e parla con Zoltan. Il nano rivela che Henselt giungerà a Vergen tra poco. Dopo uno scambio di battute tra Zoltan e Yarpen Zigrin, l'esercito di Kaedwen arriva a destinazione e la battaglia ha inzio.

Il tuo primo obbiettivo è di cercare e azionare l'argano del meccanismo che aziona i calderoni di olio bollente. Lungo le mura, dovrai combattere con diversi soldati kedweniani. Premi Tw2 control leftmouse rapidamente per interagire con la ruota e rovescia l'olio sui soldati al cancello. Poi torna da Zoltan che ti dà nuove istruzioni. Questa fase della missione ti permette di ottenere 300 PE.

Raggiungi Sheldon al secondo cancello della città, oltre la Piazza Rhundurin. Sulle mura devi respingere svariate ondate di soldati kaedweniani, con l'aiuto dei tuoi amici e di Saskia. Guadagni 200 PE non appena ti unisci ai difensori e altri 400, quando respingi le varie ondate di nemici. Questa fase è particolarmente lunga, ma non difficile. Puoi usare Aard ogni volta che gli assalitori sono abbastanza vicini alle mura, per scaraventarli oltre il bordo. Fai attenzione a quelli armati con spade a due mani o con scudi, che sono quelli più difficili da sconfiggere. Al termine della battaglia, Saskia si avvicina per parlare. Dice che ha scedito un'unità di esploratori per assicurarsi che l'entrata alla città tramite i tunnel sia bloccata, ma non sono ancora tornati. Quindi ti chiede di intervenire e dare un'occhiata. Qui ottieni altri 400 PE.

Segui la ragazza fino all'entrata dei tunnel. Nel corso del viaggio all'interno delle gallerie, incontri subito un gruppo di mercenari. Uccidili e poi prosegui oltre fino ad una larga caverna illuminata, dove ti aspetta Dethmold e i suoi soldati. Essendo un mago, questa battaglia può essere un pò difficile. Dethmold può teletrasportarsi, proteggersi con una scudo magico e lanciare palle di fuoco e fulmini. Ma dopo che hai sconfitto i suoi uomini, Dethmold ti colpisce con una palla di fuoco e Geralt stramazza e terra quasi morto. A questo punto, un drago spunta dal nulla e ti salva la vita, allontanando il mago. Poi la bestia riprende la sua forma umana, svelando il mistero di Saskia, che infatti, è un drago (lo stesso che hai combattuto nel Prologo, al Castello La Valette). Dopo una lunga conversazione con la ragazza che spiega alcune cose della storia, guadagni altri 300 PE.

Torna indietro in superficie con Saskia. Zoltan ti attende all'uscita per informarti che adesso l'esercito di Kaedwen è comandato da Henselt in persona. Inoltre, a questo punto della storia, se hai salvato e aiutato i due troll di Vergen, le bestie si uniscono alla battaglia per dare mano ai difensori.

Torna di nuovo sulle mura con Saskia, la quale pronuncia parole di incoraggiamento e comforto ai soldati di Vergen, siccome il morale è caduto per via delle forze dispiegate da re Henselt. Rafforzati dalle sue parole, i difensori rimettono mano alle armi e tornano in battaglia. Guadagni altri 400 PE.

Dopodiché, anche questa volta ti trovi a respindere una nuova ondata di nemici. Dopo che ne hai sconfitti parecchi, Iorveth entra platealmente nel mezzo dello scontro, portando i suoi arceri Scoia'tael, che si sono uniti alla causa. Nel frattempo però, Dethmold, che è fuggito dopo lo scontro nelle gallerie, ha distrutto in parte il cancello e Zoltan afferam che in grado di ripararlo con il tuo aiuto. Seguilo e incassa altri 200 PE.

Usa la scala che si trova a nord di Piazza Rhundurin e raggiungi Iorveth. Ottieni altri 300 PE e poi, con l'elfo e il nano, torna al Cancello Mahakam. Zoltan lo chiude, tagliando fuori Henselt da un gruppo dei suoi cavalieri rimasti all'interno delle mura. Ottieni anche 600 PE.

Alla fine della scena, Henselt si arrende. Mentre il re parla con Saskia e Philippa Eilhart, gli viene chiesto di firmare un trattato, che lo esoneri da ogni pretesa di potere sull'Aedirn e su quella sponda del Pontar e Saskia gli chiede di mandare a morte il suo mago, Dethmold. Geralt nota che c'è qualcosa di strano in questa richiesta, poiché Saskia non è certamente tanto spietata, da far impiccare un personaggio ormai inerme, per quanto sgradevole. Per questo motivo la faccenda è sospetta e inoltre, la ragazza aggiunge anche che lei parla con una sola voce insieme alla maga Philippa Eilhart.

Anche Iorveth nota la stranezza nelle parole della paladina. Quindi, segui le due donne nella casa della maga, dove le due scompaiono, teletrasportandosi a Loc Muinne. Ma tu hai la possibilità di esplorare la stanza e infine, trovi un libro. Iorveth sottolinea che dalla ricetta che Philippa ha usato per guarire Saskia, manca l'ingrediente della Rosa del ricordo. La maga l'ha usata per influenzare la mente della giovane, il che spiegherebbe il suo strano comportamento.

La missione e il Capitolo II terminano qui. Geralt e Iorveth si dirigono a Loc Muinne, ma prima, il witcher dice addio ai suoi compagni Zoltan e Dandelion.

Dal diario Modifica

Geralt si risvegliò nella stanza di Philippa Eilhart giusto in tempo: le forze di Henselt stavano marciando verso Vergen per assediare la città. C'erano ben pochi eroi che potessero volgere la battaglia in favore di Saskia, così al witcher non restò che alzarsi e prendere in mano la situazione. Ai cancelli lo attendeva Zoltan Chivay.
E così ebbe inizio l'assalto. La prima ondata di assalitori poteva distruggere le barricate e fare irruzione nella città vera e propria. Per indebolire la loro determinazione, Geralt e Zoltan decisero di attivare un vecchio marchingegno nanico e di versare dell'olio bollente addosso ai nemici. Zoltan corse ai calderoni a sinistra, mentre Geralt si affrettò verso la leva sul lato destro delle mura.
Con la perizia di un abile ingegnere, il witcher attivò il meccanismo sulle mura, riversando olio bollente sul nemico. Ciò non sarebbe bastato a fermare i kaedweniani, ma li avrebbe senza dubbio ostacolati. Fatto questo, Geralt tornò di corsa dai difensori. Zoltan lo attendeva vicino al cancello.
Se nella battaglia fossero state utilizzate soltanto armi convenzionali, gli assalitori non avrebbero avuto speranze... Ma il nemico disponeva di un mago: Dethmold fece a pezzi le barricate con i suoi incantesimi, e gli aedirniani furono costretti a ritirarsi sotto l'assalto dei soldati kaedweniani.
Con una mossa audace, i soldati di Henselt attaccarono le mura. Geralt si schierò in prima linea per respingerli.
Il witcher non ebbe un solo istante di riposo: dopo la prima ondata giunse un secondo assalto, e Geralt dovette nuovamente combattere per mantenere la posizione.
Henselt aveva subito una battuta d'arresto e si stava leccando le ferite. Tuttavia, ciò che non si può prendere direttamente può essere ottenuto con l'astuzia... Vergen era collegata con l'esterno da un passaggio segreto, e Saskia temeva che il nemico potesse averlo trovato. Geralt corse a controllare la galleria sotterranea.
Accompagnato da Saskia, Geralt discese nelle segrete "gallerie dei fondatori". I difensori sospettavano che il nemico avrebbe potuto usarle per attaccarli a tradimento alle spalle. I loro sospetti si rivelarono fondati, dal momento che dapprima incontrarono dei soldati kaedweniani, e poi Dethmold in persona, guidato da un traditore di Vergen. Geralt decise di cogliere l'occasione al volo e si scagliò contro il mago, con la spada sguainata.
Dethmold, che non era uno sciocco, non intendeva certo star lì a farsi affettare dal witcher. Arretrò e lanciò su Geralt un incantesimo così tremendo che la vista del nostro eroe si oscurò. Sconfitto, il witcher crollò a terra. Se non fosse stato per Saskia, le gallerie naniche sarebbero state la sua tomba. L'Ammazzadraghi si mutò in un drago e mise in fuga Dethmold. Così il witcher apprese il segreto di Saskia. Di colpo le molte stranezze della sua storia acquisirono significato. Fin dall'inizio era stata costruita apposta. L'Ammazzadraghi, essendo lei stessa un drago, aveva fatto ricorso a quella storia per costruirsi l'immagine di combattente per la liberazione della Valle del Pontar e per nascondere agli umani il suo vero aspetto, piuttosto problematico. Il witcher, miracolosamente sopravvissuto, non aveva tempo di indulgere nei dettagli: doveva tornare subito alle mura e salvare Vergen!
Nel frattempo, i kaedweniani avevano scagliato un terzo assalto, concentrando tutte le loro forze nell'attacco. Geralt comprese che i difensori non avrebbero resistito a lungo, ma era determinato a combattere fino alla fine.
Quando sui difensori incombeva ormai inevitabile la sconfitta, Iorveth tornò a Vergen a capo dei rinforzi. L'inaspettato aiuto rinvigorì i soldati di Saskia, che acclamarono gli elfi. Geralt era felice come chiunque altro, ma controllò la sua euforia. Il witcher capì subito che tale opportunità sarebbe andata sprecata, a meno di riuscire a raggiungere il capo dei ribelli elfici e unire le forze.
Geralt e Zoltan raggiunsero Iorveth. Per intrappolare i kaedweniani nel cortile cittadino dovevano chiudere i cancelli. Per sbloccare il meccanismo dei cancelli, il nano doveva colpire la leva con tutte le proprie forze.
Chiudere i cancelli rovesciò le sorti della battaglia. Gli aedirniani trovarono rinnovate forze, mettendo Henselt sulla difensiva e, alla fine, costringendolo ad arrendersi. E così si concluse la guerra per l'Aedirn Superiore.
Le negoziazioni con Henselt giunsero a termine. La vittoria dell'Aedirn era ormai sicura. Ma invece di celebrare il successo ottenuto, Philippa e Saskia partirono in fretta e furia, senza fornire spiegazioni. Se immaginate che avessero un buon motivo per farlo, avete ragione. Se pensate che il witcher fosse riuscito a incontrarle prima che lasciassero Vergen, siete di nuovo nel giusto. Geralt e Iorveth le seguirono.
Philippa e Saskia scomparvero in un portale senza proferire parola. Geralt decise d'ispezionare gli alloggi di Philippa, in cerca di qualche indizio.
Mentre ispezionavano le stanze di Philippa Eilhart, Geralt e Iorveth trovarono un libro intitolato "Droghe e veleni". Un segnalibro era infilato nella pagina che descriveva un veleno in grado di controllare la mente altrui. Non si trattava di una prova schiacciante, ma nella mente del nostro eroe si era già fatto strada il dubbio, come i germogli di fagiolo che si arrampicano sui loro sostegni a Dol Blathanna. Philippa non solo aveva finto di essere amica dell'Ammazzadraghi, ma, standole vicino, le aveva somministrato del veleno. Un veleno che colpisce la mente, e non il corpo. In breve la maga aveva preso il controllo della mente di Saskia. Conoscendo Philippa, Geralt sapeva che Lady Eilhart non avrebbe esitato a usare la sua nuova arma. Il witcher e Iorveth decisero di salvare Saskia.
Tra gli averi abbandonati da Philippa Eilhart, Geralt trovò una prova sconvolgente: il witcher scoprì che era stata la maga ad avvelenare l'Ammazzadraghi! Il nostro eroe ignorava il motivo di tale gesto, ma si rese conto di essere sul punto di scoprire un intrigo più vasto, e vide tutti i precedenti misteri in una nuova luce. Mentre Vergen si godeva la vittoria, ignara della scomparsa dell'eroica Saskia, Geralt e Iorveth diedero inizio alla loro ricerca. Il witcher si apprestava a entrare nell'ultimo capitolo del racconto sugli assassini dei re...
Significativi dettagli della trama finiscono qui.

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