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Vita sotterranea è una missione primaria di The Witcher 2: Assassins of Kings, disponibile nel Capitolo II, sentiero Iorveth. La missione consiste nel trovare uno segli ingredienti necessari alla guarigione di Saskia : la Sempreviva Nanica

GuidaModifica

Ottieni questa missione parlando con Philippa Eilhart, di fronte alla casa di Saskia, a Vergen, subito dopo Il consiglio di guerra. La maga ha bisogno di alcuni ingredienti per preparare un antidoto contro il veleno che la fanciulla ha ingerito e tra questi, c'è una pianta sotterranea, chiamata Sempreviva nanica.

Pare che ne cresca in abbondanza proprio nella miniera abbandonata in città, che si trova a pochi passi a nord della locanda Il calderone. Questa missione può essere portata a termine in contemporanea con "In miniera". Parla con Zoltan, Yarpen, Sheldon e Dandelion alla locanda, per avere informazioni circa i tunnel e gli strani fatti accaduti lì. Tre dei nani ti guideranno fino all'entrata della miniera, il cui attraversamento non sarà facile, né tantomeno veloce. Sei comunque un witcher esperto e sai già quali strumenti alchemici sfruttare a tuo vantaggio per rendere la traversata fino al punto richiesto più semplice: anzitutto, circa ognuno dei cunicoli che si diramano dall'ingresso principale portano al cadavere di un nano sul quale troverai una chiave. Ciascuna chiave apre una delle porte che dovrai oltrepassare per arrivare alla gelleria più profonda, dove dovrai affrontare un Bullvore e diversi Demoni Putrefatti, custodi della Sempreviva nanica. Una volta ottenute le chiavi, ti basterà ritornare al piazzale da cui parte ciascuna galleria e seguire quello subito a sinistra dell'entrata della miniera, guardando la mappa come se fossi appena entrato dall'ingresso. Tale galleria ti si presenta come unica e dritta, mentre in un certo punto è nascosta, lo si nota anche dalla minimappa, una porta a sinistra, la quale conduce ad una serie di bivi. Spiegare tutto il sistema di intricati condotti sarebbe fin troppo per questa guida: ti raccomandiamo solo di fare attenzione alla mappa, che trovi non solo in alto a destra dell'interfaccia di gioco, ma anche tra gli oggetti dell'inventario, suddivisa nelle tre Mappe di Balin.

Venendo al combattimento, lungo tutto il percorso troverai Demoni Putrefatti e Necrofagi , contro i quali puoi usare un Unguento Anti-necrofagi , combinato con un Unguento Marrone o con una Cote (che ha durata d'azione maggiore: 20 min). Tieni presente che nella miniera non puoi''''' meditare per assumere pozioni: cerca, perciò, di imparare a schivare il più possibile, specialmente quando uccidi i mostri delle gallerie, i quali esplodono sempre in una nube velenosa, che può soffiarti via l'ultimo alito di vita. Tuttavia, durante il combattimento principale, quello con il Bullvore , ti conviene lasciar perdere i Demoni Putrefatti e concentrarti sul mostro grande: una volta ucciso quello, gli altri si dilegueranno e tu avrai un po' di riposo, prima di tornare nelle gallerie principali verso l'uscita, dove ricompariranno nuovamente. Gli attacchi del grande mostro puntano sulla grande mole che lo compone, proprio come un toro che attacca. L'Unguento Marrone è caldamente consigliato contro il mostro, combinato con i segni come Aard e Igni , con un'azione di difesa ed attacchi con argento forte (indicazione per chi ricorda il combattimento della vecchia scuola di The Witcher 1, che ora è impostabile con il tasto destro del mouse). In realtà, qualche altro unguento potrebbe anche essere più efficace, ma il combattimento diventa molto più facile già con questa tattica. Per schivare puoi, alla vecchia maniera di The Witcher 1, premere più volte e velocemente il tasto della direzione in cui vuoi muoverti, oppure premere il tasto Spazio. Quando le acque si sono calmate, puoi raccogliere l'erba di cui hai bisogno ed i resti del Bullvore , tra cui anche un trofeo utile per farti un nome. Per completare la missione, non ti resta che recarti da Philippa Eilhart e parlarle dell'accaduto. Puoi trovarla nella sua casa, a nord della città. Buona caccia, witcher!

Dal diarioModifica

Affermare che Philippa Eilhart sia una guaritrice è come dire che un drowner è un fautore del nuoto... Ciononostante, Philippa era una maga, e per giunta potente. Sebbene la guarigione non fosse la sua specialità, poteva aiutare Saskia. Per creare una cura, aveva bisogno di alcuni ingredienti speciali, tra cui della sempreviva nanica. Geralt iniziò la sua ricerca interrogando uno dei suoi amici nanici ospiti a Vergen: Zoltan, che era ospite nella locanda cittadina.
Poiché la sempreviva nanica cresce soltanto sottoterra, Geralt non aveva scelta, se non scendere nelle miniere. Pertanto, aveva bisogno del permesso dell'anziano di Vergen, Cecil Burdon.
Nelle miniere abbandonate non si trovano soltanto erbe rare, ma anche mostruosità assortite, rare e comuni. I demoni putrefatti sono tra i mostri più comuni, ma non per questo meno temibili. Geralt era più cauto che mai: per trovare la sempreviva, doveva scendere in profondità, dove vivevano i demoni putrefatti.
Nelle profondità delle miniere, dove i pipistrelli cacciavano le talpe, Geralt trovò l'erba desiderata. Tornò quindi in superficie, pronto a mettersi alla ricerca degli altri ingredienti.


Significativi dettagli della trama finiscono qui.

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